“Vita, bìos, anima. Parole importanti ma nulle. Come ricostruire una vita senza gli strumenti giusti?

Il corpo, la sua anima e il bìos non possono essere riuniti. Non possono perché l'anima non può essere collegata a un corpo identico che, ancora oggi, è insostituibile. E se ci fosse la possibilità di imprigionare l'anima in simulacri in grado di risvegliare il concetto di vita stessa? È possibile imprigionare la vita? Per fare questo abbiamo bisogno di un corpo. Un costrutto biologico che simula i processi attivi di un materiale in decomposizione (decadimento, crescita, simbiosi / parassitismo con altri bios). Abbiamo quindi bisogno di capsule biologiche, che riproducano materiale tecnicamente organico per soddisfare i bisogni di un'anima che vive all'interno di un corpo. Il mio lavoro da anni si occupa di questo: creo simulacri organici, feticci di materia organica e tecnologica, al fine di rivitalizzare l'anima al suo interno. Se uno pseudo corpo inizia a camminare, l'anima può viaggiare per il mondo. Se un corpo cresce, allora la sua anima sarà in grado di morire di nuovo. Se un corpo scompare, l'anima sarà in grado di cercare un nuovo ospite in cui vivere.

Corpi e anime. Questo è il mio lavoro.

B-I-O-S in IT è anche il primo programma eseguito dopo l'accensione, che determina la fase di avvio di un sistema. Concependo il bìos come la fonte primaria del movimento attivo e vitale di macchine e cose, il suo controllo permette di creare un nuovo tipo di vita, fatto di cavi e carne, fatto di sistemi di accensione e il deterioramento dell'esistente. “

 

La creazione di un oggetto vitale ha lo scopo di riflettere sulla nostra esistenza precaria, sul rapporto tra bìos e zoè e sulla natura delle cose, in continuo movimento.

Le opere d'arte che vivono e scompaiono nel mondo non solo riflettono maggiormente le questioni storiche, poiché il loro viaggio si diffonde nel tempo, ma sono in grado di diventare vitali e comunicare con altri esseri vitali, per scontrarsi alla pari con il mondo, con coloro pagano il biglietto.

“Life, bìos, soul. Full but null words. How do we rebuild a life without the right tools?

The body, its soul and the bìos cannot be reunited. Thus the soul cannot be connected to an identical body, that nowadays is still irreplaceable. But what if there was the possibility of imprisoning the soul in simulacra capable of awakening the concept of life itself? Is it possible to imprison life? To accomplish this process we need a body. A biological construct that simulates the active processes of a decomposing material (decay, growth, symbiosis / parasitism with other bios). Therefore we need biological capsules, that reproduce technically organic matter to satisfy the needs of a soul that lives within a body. My work has been dealing with this questions:  I create organic simulacra, fetishes of organic and technological matter, in order to revitalize the soul inside them. If a pseudo body begins to walk, then the soul can travel the world. If a body grows, then its soul will be able to die again. If a body disappears, the soul will be able to look for a new guest to live in.

Bodies and souls.This is my work. 

B-I-O-S in IT is also the first program that run after a system powers on, which determines the startup phase. Conceiving the bìos as the primary source of the active and vital movement of machines and things, its control allows to create a new type of life, made of cables and meat, made of ignition systems and the deterioration of the existing. “

 

Creating a vital object aims at reflecting on our precarious existence, on the relationship between bìos and zoè and on the nature of things, constantly moving.

Not only do biodegradable works of art reflect more on historical issues, as their journey spreads over time, but they are also able to become vital and communicate with other vital beings, to clash on par with the world, with those who dabble art.